Ciao mamma viaggiatrice! Ti ho già dato consigli utili su cosa fare alle Isole Canarie con i tuoi bambini, ora seguimi in questo itinerario di 5 giorni a Lanzarote con i bambini. Sappi che l’intero itinerario prevede spostamenti in auto: non è escluso che si possa sostituire l’auto con la Guagua, l’autobus, ma dovresti verificare.
Ad ogni modo, come ti ho già spiegato, muoversi alle Canarie è semplice, le strade sono ben indicate e comunque Google Maps funziona bene e può essere d’aiuto, quindi anche se sei da sola con i tuoi bambini, fatti coraggio e parti, che ne vale la pena! Inoltre, rispetto, per esempio, a Tenerife, Lanzarote è più piccola e non è presa d’assalto dal turismo di massa, quindi anche gli spostamenti sono più rapidi e meno trafficati. Anche il parcheggio si trova facilmente.
TIPS – come organizzare il viaggio
Lanzarote è l’isola del fuoco: vulcanica, dura, cruda, a tratti inospitale. Ma, allo stesso tempo, magnetica. C’è un po’ di tutto, devi solo capire cosa ti va di fare:
- Spiagge: al sud, a Playa Blanca, trovi spiagge bellissime, ma quelle di Puerto del Carmen sono davvero infinite in alcuni tratti;
- Pernottamento: non c’è la scelta di strutture ricettive che trovi a Tenerife o Gran Canaria. Non ci sono nemmeno (BENE!) quei mega hotel o complessi residenziali grandi come un isolato. Nulla del genere: troverai invece bungalow con giardino privato, hotel di dimensioni contenute… Questo vuol dire che devi prenotare in fretta tramite Booking o AirBnB, forse meglio l’hotel/appartamento prima ancora del volo. Altrimenti ti tocca accontentarti di quello che trovi. Io ho organizzato questo viaggio in 1 mese, e in effetti, volendo soggiornare a Puerto del Carmen, ci siamo dovuti accontentare. Poi il nostro bungalow si è rivelato essere molto bello, per fortuna, ma ci è andata bene;
- Ristoranti: Lanzarote è cara. Non c’è paragone con Tenerife o Gran Canaria. Qui paghi l’aria che respiri, o meglio, qui paghi per posare i piedi dove li ha posati Cesàr Manrique (vedi approfondimento). Ma è soprattutto nel cibo che si percepisce il costo della vita: sembra di essere in Italia. Scordati di mangiare con 20€ al giorno, qui ne servono almeno il doppio. E non è che al supermercato ti regalino le cose, anzi! Mettilo in conto per il tuo budget;
- Sanità: tasto dolente. Con il nonno che ci accompagnava abbiamo avuto modo, purtroppo, di testare con mano la sanità locale (specifico, di Lanzarote, da distinguersi con le isole maggiori, di cui mi hanno riportato ben altre esperienze), e devo dire che il voto è davvero PESSIMO. Anche se siamo in Europa, siamo stati trattati come una vera scocciatura per i medici del posto. Nel dubbio, fatevi un’assicurazione di viaggio che copra bene tutte le clausole possibili, in modo da potervi recare in una clinica privata all’occorrenza. Io, per me e i bambini, uso (#adv) Columbus: sulla home page trovate il simulatore per calcolare il preventivo in pochi click;
- Attrazioni: qualcosa vale la pena di prenotare prima di partire, qualcosa non vale la pena di visitare a pagamento, qualcosa puoi comprare sul posto senza problemi. Se vuoi fare la visita guidata con il bus sul Timanfaja, meglio prenotarla prima di partire. Il resto non è necessario.
Giorno 1: Puerto del Carmen e la costa est
Ben arrivata a Lanzarote! Dopo essere atterrata, vai a ritirare la tua auto a noleggio. Io, anche questa volta, mi sono affidata a Cicar, che per me è ottima come rapporto qualità prezzo: il parco auto è vario, non è necessaria una cauzione con carta di credito, il secondo guidatore è incluso nel prezzo del noleggio e anche i seggiolini auto sono compresi (se hai 2 figli come me, è un bel risparmio!). Se vuoi altre info sul noleggio auto alle Canarie, leggi il mio articolo dedicato.
Se, come me, hai deciso di alloggiare a Puerto del Carmen, in poco tempo sarai già arrivata a destinazione: in generale comunque l’isola non è molto grande e le distanze sono contenute. Soprattutto alla sera fai una passeggiata sul lungo mare di Puerto del Carmen: troverai tantissimi ristoranti per tutti i gusti, insieme agli immancabili negozi di souvenir.
Ma la cosa che mi h colpita di più di Puerto del Carmen è la sua bellissima spiaggia, Playa de los Pocillos. Non è la spiaggia “cittadina”, quella che vedi passeggiando alla sera, è più defilata (ma era vicina al nostro alloggio), ma è davvero immensa! Perfetta per un pomeriggio di relax prima di iniziare l’esplorazione dell’isola!
Giorno 2: il sud e il centro
La spiaggia più famosa di Lanzarote è a sud, a Playa Blanca e, complice una bella giornata di sole, decidiamo di approfittarne. Consiglio: i parcheggi sono piccoli e le spiagge pure: siate mattinieri! Noi siamo stati a Playa Dorada, una piccola ma bellissima spiaggia attrezzata chiusa in un’insenatura. Il parcheggio è a poche decine di metri, davvero comodissimo. Per pranzo, ti consiglio di fare una passeggiata (breve!) fino a Marina Rubicòn, un bel porticciolo moderno ricco di ristoranti, bar e qualche negozio.
Per sfruttare al meglio la giornata, abbiamo deciso di non passare tutto il pomeriggio in spiaggia, ma di dedicare un paio d’ore a visitare il centro di Lanzarote, che comunque per noi era di strada. Per prima cosa siamo andati a vedere le famose Salinas de Janubio, in attività dalla fine del 1800. Se desideri, puoi prenotare una visita guidata (o anche chiedere sul momento…), altrimenti puoi limitarti a fotografare le saline e fare acquisti al loro spaccio, o rinfrescarti nel piccolo bar. Noi abbiamo scelto questa ultima opzione, anche perché non ci sono visite guidate in italiano, ma solo in spagnolo o inglese, e i bimbi e i nonni non avrebbero capito molto!

Proseguendo il cammino, fai una deviazione di pochi chilometri e “immergiti” nei vigneti de La Geria. Sono qualcosa di unico: buchi scavati nel terreno lavico, protetti da muretti a secco disposti a mezzaluna, con al centro una singola vite. Già da questo si capisce la cura, l’amore e il tempo che i viticoltori impiegano ad ottenere un raccolto sufficiente per produrre il loro vino. Puoi fermarti lungo la strada a scattare foto, o anche visitare una delle cantine.
Non occorre prenotare se vuoi solo fare un giro: noi siamo stati alla Botegas Rubicon, un’affascinante azienda vitivinicola le cui radici affondano nel passato dell’isola, fino addirittura al 1570, anche se è dalla fine degli anni ’70, con l’avvento del turismo, che l’azienda ha effettivamente aperto le sue porte al pubblico.
Dopo una giornata così intensa, puoi scegliere se restare per cena a Puerto del Carmen o andare ad Arrecife (dista solo una decina di chilometri). Ad Arrecife ci sono diversi ristoranti e un bel centro città pedonale con diversi negozi, ma ricordati una cosa: al sabato pomeriggio e sera è quasi tutto chiuso (sì, sembra assurdo ma al sabato nella capitale ci si riposa).
Giorno 3: Timanfaya
Come atterri a Lanzarote ti rendi subito conto che tutta l’isola è stata modellata dalla lava, e in effetti le Montañas del Fuego sono il risultato di una serie di eruzioni vulcaniche dei secoli passati: tra crateri e colate di lava, a me sembrava di essere su Marte!
Il Parque Nacional de Timanfaya, con i suoi 200 km di estensione, è una delle zone con la maggior attività vulcanica del mondo: l’artista César Manrique ha ideato il percorso che i turisti percorrono quotidianamente per visitare questo parco. Si tratta di 14 km di crateri e formazioni magmatiche davvero impressionanti!
Questa è un’esperienza da prenotare in anticipo per essere sicura di trovare posto. Io ho scelto un orario mattutino per avere poi il resto della giornata per fare altre attività, ma credo che ogni momento del giorno sia perfetto. Verifica sempre sul sito ufficiale eventuali aggiornamenti. Sinceramente mi aspettavo una visita più rilassante, ecco. Invece, come scendi dall’auto ti catapultano sul bus per fare il giro nel parco, e per 35 minuti affronterai tornanti su tornanti, vedendo sì paesaggi bellissimi scavati e modellati dalla lava, ma, ecco, non è un tour per deboli di stomaco, e non ti fanno neanche mai scendere dal bus, quindi anche le foto/video non risultano di gran qualità.
Ad aver saputo che era così l’avrei risparmiato sia ai nonni sia a Simone, che patisce sempre molto l’auto (e il bus).
Invece molto bella, soprattutto per i bambini, la dimostrazione di geotermia che si tiene al termine del giro in autobus: prima viene fatto vedere come la paglia prende fuoco grazie al calore della terra, poi viene gettata acqua fredda in alcuni buchi ad hoc nel terreno, e si vede che ne esce un piccolo geyser (l’acqua è tramutata in vapore acqueo grazie al calore del sottosuolo). Infine, il ristorante El Diablo lì vicino cuoce alcuni dei suoi cibi (dei polli arrosto, in questo caso) direttamente su una griglia riscaldata dal calore della terra, che raggiunge circa i 300°C!

Se vuoi provare l’esperienza della cucina de El Diablo, organizza la tua vista a Timanfaya non prestissimo al mattino (considera che in 1 ora avrai visto tutto…), in modo da fermarti poi a pranzo.
Noi invece abbiamo scelto di proseguire per andare a vedere la costa Ovest, in particolare il Lago Verde: ero curiosa di scoprire se era davvero così bello come dicevano. La risposta? Molto di più! Non è tanto la bellezza del Lago Verde in sé, quanto della costa frastagliata e battuta dal vento e dalle onde, della spuma bianca del mare che contrasta il nero della spiaggia…un’esplosione di colori che affascinerà grandi e piccini.
E poi, vogliamo parlare del piccolo paese de El Golfo? Praticamente si sviluppa lungo una via dove si susseguono vari ristoranti, tutti con vista spiaggia. Noi abbiamo pranzato al ristorante Lago Verde, gestito da una simpatica coppia di italiani.
Ecco, questa tappa del nostro viaggio è stata sicuramente una delle più belle e autentiche del viaggio, senza contare che il mirador è gratis, a differenza di molte (troppe!) altre attrazioni dell’isola.
Nel prosieguo della giornata puoi decidere se fermarti in zona o tornare a Puerto del Carmen e fare un salto in spiaggia.
Alla sera, ti consiglio sempre due opzioni: o il lungomare di Puerto del Carmen, o Arrecife.
Giorno 4: la punta nord
Volenti o nolenti non si può non riconoscere che se Lanzarote oggi ha l’aspetto che conosciamo, senza palazzoni e senza eccessivo turismo di massa, lo si deve a César Manrique, l’artista canario che ha trasformato la sua isola in un vero e proprio museo a cielo aperto. Per cui anche noi abbiamo deciso di visitare un paio delle sue opere di maggior rilievo: il Jardin de Cactus e il Mirador del Rio.
TIP da mamma viaggiatrice: quando ti rechi per la prima volta a visitare un’opera di Manrique, chiedi alla cassa il passaporto per i bambini. Ti daranno un libretto con una serie di forme prestampate, su cui i bambini potranno attaccare di volta in volta gli adesivi che verranno consegnati alla cassa, fino a completare la “raccolta”.
Ma torniamo a noi: eccoci in viaggio verso la prima tappa della giornata: il Jardin de Cactus. Bellissimo, vale il biglietto! I cactus sono davvero notevoli, poi è curatissimo e all’interno è presente anche un bar per rinfrescarsi. La chicca finale? Puoi anche entrare in un piccolo mulino a vento e salire fino in cima per ammirare il giardino in tutto il suo splendore. Per la visita metti in in conto 1 oretta compresa la tappa bar.

Bene, nella seconda parte della mattina ti porto nella punta nord dell’isola, al Mirador del Rio, che è anche il punto da cui partono i traghetti verso l’isola de la Graciosa. Ecco, a differenza della tappa precedente, sinceramente ti direi di risparmiare i soldi del biglietto, che tanto ci sono altri mirador in zona gratis da cui puoi comunque vedere la Graciosa. Qui si paga un biglietto immotivatamente, di fatto per affacciarsi a una terrazza. Poi si, c’è tutta la storia di Manrique che ha integrato la struttura nelle cavità già presenti dell’isola, vabbè, ma, facendo il confronto con il Jardin de Cactus, qui non ho trovato davvero nulla per cui valesse la pena pagare il biglietto.
Questa delusione ha condizionato la nostra scelta di non visitare le altre opere di Manrique presenti sull’isola, come il Jameos del Agua, di cui comunque avevamo letto recensioni contrastanti.
Dato che non volevamo trattenerci oltre al Mirador, per pranzo abbiamo improvvisato, e siamo scesi fino al paesino di Punta Mujeres, alla ricerca di qualcosa di più autentico e meno turistico, e devo dire che siamo rimasti soddisfatti: al ristorante panoramico Sol y Luna ci siamo sentiti davvero a casa! Per non parlare della bellissima vista sulla spiaggia nera, battuta dalle onde spumeggianti del mare.
Nel resto del pomeriggio siamo stati in spiaggia a Puerto del Carmen, dove abbiamo trascorso anche l’ultima sera sull’isola.
Giorno 5: Teguise
Teguise è la vecchia capitala dell’isola, una cittadina nell’entroterra ricca di fascino, dove troverete negozi di artigianato locale (nulla a che vedere con i negozietti di souvenir acchiappa turisti che ci sono nel resto dell’isola), e potrete respirare l’aria calma e autentica di Lanzarote. Vale sicuramente trascorrerci un paio d’ore, meglio ancora se riuscite a farlo nel giorno di mercato (domenica mattina).
Non ci sono monumenti particolari da visitare, ma basta percorrere un paio di vie del centro per immergersi subito nell’atmosfera locale, fatta di piccoli bar frequentati da “locals”, di panchine che invitano alla siesta e di piazze ampie dove i bambini possono correre.
Di solito i voli di rientro per l’Italia sono nel pomeriggio, quindi, date le distanze ridotte dell’isola, dovresti essere riuscita a vedere tutto e a sfruttare anche questa ultima giornata.
Sei mai stata su altre isole Canarie? Dicono che Lanzarote sia “diversa” dalle altre isole: mi piacerebbe raccogliere la tua esperienza, scrivimi nei commenti! Stai pianificando il tuo viaggio e vuoi trovare l’isola che fa al caso tuo? Allora leggi la mia sezione dedicata alle Isole Canarie!
Qui sotto ti metto la mappa con l’itinerario, che puoi trovare anche nella sezione delle mappe interattive.







Lascia un commento